Processi e tifo

Si disputa un partita importante. Abbiamo già segnato molti gol senza subirne. La squadra avversaria, invero mediocre e a corto di preparazione, sbarra con assi la propria porta, mette in campo qualche giocatore in più e attiene dall'arbitro l'espulsione di qualcuno dei nostri. Lo stesso arbitro tollera ogni fallo da parte degli avversari, di cui è amico e tifoso da sempre, nonché passaggi e tiri di mano, senza tenere nella minima considerazione le nostre proteste. A questo punto chiediamo di interrompere la partita e ci rifiutiamo di giocare, in mancanza dell'assicurazione che il regolamento veràrigorosamente applicato. Anche se la metafora calcistica non è la più adatta a rendere l'idea della guerra dei magistrati milanesi contro Berlusconi, volendola utilizzare a tutti i costi, la effettiva situazione della partita è questa.